Anne Elliot e la forza silenziosa delle seconde possibilità

 Ci sono romanzi che si leggono una volta e si ripongono con gratitudine, e poi ci sono quelli che si lasciano dietro un’eco lunga, capace di insinuarsi nei pensieri e nel cuore. Persuasione di Jane Austen appartiene senza dubbio a questa seconda categoria.



Con Anne Elliot, Jane Austen ci regala il ritratto di una donna matura, fragile e forte al tempo stesso, costretta a fare i conti con le rinunce del passato e con il coraggio – tardivo ma non meno intenso – di rimettere mano al proprio destino. In Anne ho trovato una sorella silenziosa, un’alleata invisibile: il suo modo di osservare il mondo con delicatezza, ma senza smettere mai di desiderare, mi ha ricordato che anche le vite apparentemente quiete possono nascondere una tempesta di sentimenti.


La scrittura di Austen, ironica e cristallina, sembra piegarsi qui a un tono più velato, più malinconico rispetto ad altre sue opere: ed è proprio questa sfumatura che mi ha conquistata. Non c’è soltanto il lieto fine, ma la consapevolezza che esso arriva dopo l’attesa, dopo il dolore, dopo la rassegnazione. Persuasione insegna che la seconda occasione è forse più preziosa della prima, perché costruita sulla conoscenza, sulla memoria e sulla capacità di ascoltare se stessi.



Ogni volta che chiudo questo romanzo, ho la sensazione che Jane Austen non parli da un secolo lontano, ma da una stanza accanto, con la confidenza intima di un’amica. E Anne Elliot, con la sua voce gentile, mi ricorda che non è mai troppo tardi per seguire il richiamo del cuore.

Rosella D’Arcy

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